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Nasce nelle famiglie il futuro dell’Europa

( AVVENIRE – Giuseppe Gennarini ) – Nove cardinali e 170 ve­scovi provenienti da tutta Europa — 40 gli i­taliani — sono riuniti da lunedì alla Domus Galilaeae, sul mon­te delle Beatitudini in Galilea su invito dei responsabili del Cam­mino neocatecumenale, Kiko Argüello, Carmen Hernandez e padre Mario Pezzi, per riflettere sulla nuova evangelizzazione dell’Europa. I partecipanti al convegno sono stati salutati da un telegramma del segretario di Stato vaticano, cardinale Tarci­sio Bertone, che recava i saluti e la benedizione di Benedetto X­VI. L’evangelizzazione, o rievan­gelizzazione, dell’Europa è te­ma molto caro al Papa, che nel 2007, rivolto agli episcopati del Continente, parlò addirittura di «apostasia dell’Europa». L’8 marzo scorso, davanti alla ple­naria del Pontificio Consiglio per la cultura, affermò come la secolarizzazione non sia solo «una minaccia esterna per i cre­denti, ma si manifesta già da tempo in seno alla Chiesa stes­sa. Snatura dall’interno e in profondità la fede cristiana e, di conseguenza, lo stile di vita e il comportamento quotidiano dei credenti».
Schönborn: c’è chi dice «sì»
«Qui si tratta del futuro dell’Eu­ropa », ha detto il cardinale Cri­stoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, fra i partecipanti al­l’incontro. «Negli ultimi 40 anni — ha proseguito — l’Europa ha detto tre volte no al suo futuro: nel 1968 quando rifiutò la Hu­manae Vitae, poi venti anni do­po con la legalizzazione dell’a­borto e oggi con il matrimonio omosessuale. Ormai non è più una questione morale, ma è un dato di fatto: per farvi un esem­pio, in Germania oggi su cento genitori ci sono 70 figli e 44 ni­poti. In due generazioni la po­polazione cadrà a metà. Questo è oggettivamente un no al futu­ro. L’unica for­za in Europa che ha pro­mosso e pro­muove il futu­ro è la Chiesa cattolica con Paolo VI, Gio­vanni Paolo II e Benedetto X­VI, e tanti altri. Il Cammino neocatecumenale è senz’altro una risposta dello Spirito Santo a questa situazio­ne e ho potuto vederlo come vescovo e come pastore. Ho vi­sto genitori che dicono sì alla vita in modo generoso e corag­gioso, dicono sì al futuro».
Dziwisz: una via oltre la crisi
«Questo raduno sul monte delle Beatitudini è molto importante — ha detto il cardinale Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Craco­via — perché la moralità in Europa è in crisi profonda non solo a li­vello indivi­duale ma an­che a livello i­stituzionale.
  Bisogna riflet­tere per cerca­re una strada d’uscita e noi co­me pastori dobbiamo farlo. Qui c’è una proposta importante, la proposta del Cammino neoca­tecumenale che è rinnovare la vita familiare. La crisi in Europa è venuta a causa della crisi delle famiglie, per questo rinnovan­do la vita delle famiglie si può rinnovare l’Europa». Presieden­do la Messa sulla riva del lago di Tiberiade, vicino alla roccia del Primato di Pietro, l’ex segretario di Giovanni Paolo II ne ha ricor­dato la grande figura e ha e­spresso l’augurio che venga presto canonizzato e nominato patrono della nuova evangeliz­zazione.
 
Così rinasce la «missio»
Sono presenti al raduno anche l’arcivescovo di Lione e primate di Francia, cardinale Philippe Barbarin, l’arcivescovo di Ma­drid e presidente dei vescovi spagnoli, cardinale Antonio Rouco Varela, l’arcivescovo di Colonia, cardinale Joachim Meisner, il primate di Polonia, cardinale Jozef Glemp e l’arci­vescovo di Sarajevo, cardinale Vinko Puljic. Numerosi i vescovi italiani; nutrite le presenze dalla Polonia (25 presuli) e dalla Spa­gna (15). A rappresentare il Pa­pa ci sono i cardinali Paul Josef Cordes, presidente del Pontifi­cio Consiglio Cor Unum, e Sta­nislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici, che domani presiederà la Mes­sa finale. Benedetto XVI, nel gennaio 2006, inaugurò la mis­sio ad gentes promossa dal Cammino neocatecumenale in­viando sette sacerdoti in diverse città europee, ciascuno accom­pagnato da tre famiglie con nu­merosi figli, in zone dove ormai la Chiesa è assente e i non bat­tezzati raggiungono anche il 90 % della popolazione. I vescovi hanno ascoltato i primi risultati molto positivi di questa espe­rienza e diversi tra loro hanno espresso il desiderio di iniziarla nelle loro diocesi.
 
NUOVO MONASTERO IN GALILEA
Adorazione perpetua sul Monte delle Beatitudini Così si avvera il sogno di Charles de Foucauld
Sarà inaugurato domani dal patriarca latino di Gerusalemme Michel Sabbah, accompagnato dagli altri vescovi dei vari riti, dal Custode di Terra Santa, Pierbattista Pizzaballa, e dal nunzio apostolico in Israele, Antonio Franco, un monastero costruito nella parte destra della Domus Galilaeae, dove verrà attuata l’adorazione perpetua. Si compie così, a distanza di circa un secolo, il desiderio a lungo contemplato dal beato Charles de Foucauld, quando si trovava a Nazareth, di realizzare proprio su questo monte un luogo nel quale Cristo Eucaristia fosse presenza permanente e adorata.
A tal fine aveva pensato di radunare attorno a sé un piccola famiglia monastica, con la triplice vocazione di imitare la vita nascosta di Gesù, dell’adorazione eucaristica e dell’evangelizzazione in Paesi di missione.
Come segno di comunione con la figura del fondatore dei Piccoli fratelli, una reliquia del beato verrà posta sotto l’altare della cappella circolare dove il Santissimo sarà esposto giorno e notte per essere adorato da quanti abiteranno il monastero e dagli ospiti della Domus. L’adorazione su questo monte sosterrà «il dialogo tra ebraismo e Chiesa cattolica», secondo le indicazioni della lettera inviata da Giovanni Paolo II alla Domus in occasione della inaugurazione della Biblioteca, e il dialogo ecumenico per l’unità della Chiese cristiane.
Il monastero è composto da 23 cellette; al centro si trova la cappella circolare sul cui tetto è collocato un complesso scultoreo realizzato da Kiko Argüello che rappresenta Gesù e i dodici apostoli durante la predicazione del Sermone della Montagna (nella foto a destra). Così, sul monte dove venne proclamato per la prima volta il cuore della predicazione di Cristo, sarà suggello visibile della preghiera della Chiesa per la evangelizzazione fino agli estremi confini della terra.

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